Il Giardino

Posted on Ott 6, 2011

Spazio di contemplazione e godimento dell’anima, di riposo e benessere, di elaborazioni poetiche ed artistiche.

Isy e Dali

di Francesco Pernice

Una volta superato un dirupo dove in fondo si apre una orrida grotta, mi si presenta davanti un sentiero dolce e composto, spazi semplici e tranquilli che contengono una luce distesa e morbida. Ad accogliermi due figure Isy ed Dali che, mostrando le loro facce a teatrino, mi interrogano.

Perché Il Giardino? Perché un giardino? Perché con una forma? E perché con questa forma? E le figure, chi sono? Cosa fanno? Cosa raccontano?

Ed io dico: una volta superato un dirupo dove in fondo si apre una orrida grotta, mi si presenta davanti un sentiero dolce e composto, spazi semplici e tranquilli che contengono una luce distesa e morbida e curiosi personaggi.

Due libri specchio, una casetta per uccelli, due gabbiette con l’uccellino, un libro gabbietta con uccellino, un vaso da fiori, due cavalli flessibili, due teatrini, Isy e Dali, due maschere, un uccello, una cornice, tre volti sagoma, una farfalla, una maschera cavallo.

Mondo fantastico perché fatto di esseri di fantasia e questi miei amici mi vengono incontro con due identità.

La prima è avanti è immediata, la vedi subito: è una maschera, è una figura, magari un cavallo che porta il muso sul lungo collo verso il cielo, o ancora una gabbietta con il suo uccellino.

Ma se ti avvicini, se ti fai avvicinare, i nostri amici offrono ancora altro, ti raccontano altre realtà o altre fantasie.

La gabbietta infatti, a ben guardare, è altro, è un pentagramma e il piccolo scricciolo, nota nera, mandorla musicale, saltellando suona melodie sempre diverse. Si sentono passaggi, variazioni ed un gioioso ritmo saltellante che ci dice: vieni a giocare, saltella con me.

Un chiacchiericcio si impone quando tutto intorno stranamente tace. Due figure in piedi affrontate recitano la loro parte, la parte di personaggi con un ruolo importante, stanno definendo il ruolo degli altri personaggi, la loro collocazione, come stare, come muoversi, come parlare, di cosa parlare e quindi si è creata una grande confusione.

I libri specchio stanno prendendo una nuova posizione e specchiando ciò che hanno intorno danno la sensazione a tutte le altre figure che vi compaiono di non essere più nel luogo che avevano scelto, quindi si muovono anche loro alla ricerca del posto che credono di avere perduto.

Che grande confusione, tutti si muovono e si incontrano più volte e si salutano; l’incertezza regna sovrana.

La regola diventa la non regola, se uno prende una posizione tutto ciò che ha intorno cambia, si trasforma e quindi cambia di nuovo anche lui facendo quindi cambiare a loro volta tutti gli altri. È un muoversi, modificarsi continuamente.

Si può pensare che dopo infiniti cambiamenti tutto torni come è iniziato quando; superato un dirupo dove in fondo si apre una orrida grotta mi si presenta davanti un sentiero dolce e composto, spazi semplici e tranquilli che contengono una luce distesa e morbida e curiosi personaggi.

 

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Alcuni materiali di un laboratorio sul giardino realizzato con gli studenti dell’Istituto d’Arte Paolo Mercuri di Marino condotto da Riccardo Dalisi

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